Sostegno a distanza

SaD-Rosanna-e-bimba-2011

Noi crediamo che l’educazione scolastica sia centrale nei programmi di sviluppo a lungo termine, perché i giovani rappresentano il futuro della comunità.

Per questo ci impegniamo a coprire le quote annuali dei Sostegni a Distanza (SaD) grazie alla generosità e lungimiranza di madrine e padrini, che credono come noi che sia possibile cambiare la vita delle persone, partendo soprattutto dalle giovani generazioni, sempre nel rispetto della loro cultura.

Dal 1978 ASSEFA NGO si occupa stabilmente in India dell’educazione in proprie scuole di villaggio dei bambini e delle bambine delle aree rurali svantaggiate. Sin dai primi anni ’80 abbiamo sostenuto a distanza gli studenti e le studentesse, individuati tra i più poveri dalla Gram Sabha (Assemblea di Villaggio), che ci venivano proposti dall’ufficio scolastico centrale ASSEFA di Madurai.

Nati in famiglie poverissime di lavoratori a giornata per la quasi totalità analfabeti, senza prospettive per il futuro se non quello di lavorare nei campi oppure nelle fabbriche – in violazione di legge sul lavoro minorile – dove si trovano ad essere spesso schiavi dei proprietari, in quanto usati per ripagare un prestito contratto dalla famiglia per i bisogni della vita quotidiana, i bambini e le bambine sono i più vulnerabili tra gli ultimi. Sappiamo che solo la loro scolarizzazione può affrancarli da un futuro di miseria e privazioni.

La finalità di ASSEFA nel settore educativo è di promuovere e attuare in tutte le proprie scuole l’educazione olistica auspicata da Gandhi, sviluppando un sistema di qualità su basi umanistiche, che offra ai bambini ed alle bambine una formazione globale, in grado di portarli a diventare cittadini responsabili.

Grazie alla generosità dei nostri sponsor abbiamo realizzato come Gruppo oltre 2.500 sostegni a distanza, ognuno dei quali rappresenta un bambino o una bambina – spesso la prima generazione alfabetizzata della famiglia e della comunità di appartenenza – che ha potuto iniziare e continuare gli studi fino al livello superiore/professionale e talvolta alla laurea.

Il nostro piccolo ma grande contributo ha permesso a questi giovani di trovare un lavoro qualificato, che ha significato per loro e per le proprie famiglie uscire definitivamente dalla spirale della povertà e del bisogno.

Un po’ di storia….

Le Sarva Seva Schools (Scuole al Servizio di Tutti) hanno visto la luce nel 1979 a seguito della creazione di una piccola scuola nel villaggio di Vadugapatti (Tamil Nadu), frequentata da 27 scolari di età diverse, a cui l’educatrice insegnava a leggere e scrivere. L’insegnante era una giovane laureata in economia dell’Università di Madurai, Vasantha, figlia di un fervente seguace di Gandhi, che le permise di scegliere il proprio futuro, senza l’obbligo di doversi sposare, come la tradizione hindu prescrive per le ragazze.

Da quel primo esperimento le scuole ASSEFA, gestite dall’instancabile direttrice Vasantha, si sono moltipliche per numero e per tipologia: ad oggi sono state create oltre 1.300 scuole, di ogni ordine e grado. La maggior parte di queste sono ora autonome o statali: rimangono, però, gli insegnanti e i metodi educativi, pensati da ASSEFA e basati sui principi gandhiani della solidarietà e della nonviolenza.

Nei villaggi, dove essa opera, la scolarizzazione obbligatoria di bambine e bambine – senza distinzione di casta e religione – dall’asilo fino alle scuole post-diploma permette alle nuove generazioni di affrancarsi dalla miseria e dallo sfruttamento, inserendosi a pieno titolo nel mondo del lavoro.

L’impegno delle scuole ASSEFA in India si riassume nell’“educare le mani, il cuore, la mente” (le mani: con l’impegno del lavoro artigianale, agricolo, collaborativo; il cuore: alla solidarietà, alla nonviolenza, all’armonia con l’ambiente, alla gioia, al gioco; la mente: con la concentrazione, l’istruzione, la valorizzazione delle capacità, l’autodisciplina).

Gli studenti e le studentesse sono esortati fin da piccoli a sviluppare il senso del bene comune attraverso forme di democrazia dal basso e spazi autogestiti di confronto, come l’assemblea mensile degli studenti (Balar Sabha). Questo momento di incontro insegna loro a perseguire il consenso, sollecitando tutti ad assumersi delle responsabilità, a lavorare sodo per i propri compagni in qualità di “ministri”, eletti per gestire l’educazione, la disciplina, l’igiene e la sanità, il giardinaggio, la ginnastica, la preghiera, le feste…